Cantina Poetica Clandestina

Mescita gratuita di chiacchiere ed intrugli (proto)letterari

PANSTERCUS (TUTTO STERCO)

Palermo 31/05/2009

Se cercate la dignità d'un popolo,
l'identità civile di questa terra,
una volta chiamata Zyz, il Fiore,
e non più tardi "Tutto Porto", oggi
l'avete a portata di naso:
è uno stagno di scorie a cielo aperto
ammassate in obesi cadaveri bianchi
o azzurri o gialli, come pustole colorate
e informi di plastica marcia.


Ecco com'è ridotta Palermo!:


un nido d'inferno che sciama
riempendo le strade.


La disfatta è questa e puzza
di budella, di trofei al sangue,
è la putrida scia di violenza
lasciata a memoria dei figli
dal barbaro pugno paterno,
da un palmo di mano imbecille
e perduto: il nostro.



Coraline



Testamento - 1

Riporto qui alcuni link riguardanti la spinosa questione del testamento biologico.
Alcune settimane fa a Modena un uomo ha ottenuto dal tribunale la nomina preventiva dell'amministratore di sostegno, ossia di una persona designata ad essere il tutore di persone molto malate o disabili, che provvederà a tutelare le sue volontà in fatto di cure nel caso in cui non fosse  più in grado di farlo da solo.

Sperando di fare un servizio utile ecco i fac-simile dei moduli:


Su questo blog invece c'è un'illustrazione più seria e competente di quella che vi ho fatto io: Bioetica (amministratore di sostegno) e Bioetica (testmento biologico).




Solidarietà

Sign for SOLIDARIETA' INCONDIZIONATA A CHI DIFENDE LA LAICITA' DELLA SCUOLA



Olam Katan

 

A Matty, chi altro?!

 

 

 

Hai l’oro dell’arena

ed il buio viscoso del petrolio,

polpastrelli nivei spiegati come ali

d’una Pagodroma antartica

ed i palmi feriti da rigagnoli di sangue,

invisibili alla tua età di zucchero,

ruggenti come pozzi alla deriva - un giorno,

come guerra col suo rumore

seguiteranno a crescerti nella pancia,

friniranno nell’insonnia afosa dei tuoi sogni

se avrai sorte, o peggio saranno suole

che schizzeranno fango per non finirci dentro,

ma hai, avrai, sarai anche un verso di sapone,

galleggerai a mezz’aria beffandoti della fisica,

delle formule, delle esattezze,

vorticherai come una spada verso il cielo

giacché sei spada ed il suo riflesso,

corrente verticale e cielo,

sei azzurro e temporale

rubino e sterco,

ladro ed ingranaggio,

cappio e filo d’erba

 

e tutto il resto;

 

sei figlio

domani

padre:

 

Olam Katan.

 

 

Ale

 

 

NB: busta gialla formato 1/2 A4 celho, foglio uso protocollo celho, penna biro nera celho, ricordi cianfrusaglie e cotillions vari celho, rispetto dei tempi di consegna un pò meno...sperare costa così poco :-)

 

 

ciao S. tesorucciodolce

 



A new Religion

Semplicemente geniali!




E adesso denunciateci tutti...

Leggo sul blog di un mio carissimo amico che alla mancanza di vergogna non c'è mai fine.

Ebbene si in Italia succede anche questo.


Tutta la mia solidarietà ovviamente unita alla mia adesione al club dei denunciabili.



Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d'Autore – 2008

unesco

Un’iniziativa della Biblioteca Sala Borsa di Bologna, per essere dalla parte dei libri: click!

 

Un esempio?

EccoVi un brano di Alessandro Bergonzoni: 

 

O la borsa o la vita

Un inedito di Alessandro Bergonzoni per la Biblioteca Sala Borsa di Bologna

 

La vita. Passata in Borsa, nella sua biblioteca libreria iaia o, da favola, che per piccina che lei sia e' pur sempre un po' anche mia!

Collane di libri attorno al collo, per decollare ,libri per librarsi ,leggere tra le righe, anche il non scritto e il mai detto, sfogliare e spogliarsi, arsi, da un farehnight letterario che va da Giovanni fino a Mario, per la gente (intelli-gente) un luogo a procedere, un deformarsi più che informarsi, plasmarsi e mai uniformarsi al di fuori del credere ubbidire e combattere, dentro piuttosto al dire fare lettera e testa-mente….. Baciati solo dalla fortuna che da' un libro nero se ti attraversa la strada, se ti scompagina per pagina, oltre i confini della realtà doganiere del verbo leggere, leggo ergo sum…..
Avevo uno zio che non e' mai entrato in una biblioteca :e' morto! Si salvi chi legge, chi si sdraia sul materasso della scrittura e dice “Letto!”, chi fa' del libro un labbro per parlare del libro che si e' sussurrato, o magari quello che si e' sognato credendo che un suo dito facesse parte di un libro: l'indice.
E' quasi un verbo: io libro(tu libri egli libra noi libriamo voi li catalogate)Il mestiere di metterli di vederli e farli vedere, di sdraiarli di accomodarli, di farli sedere, ma non addormentare, di farli strafare moltiplicarli, come nel miracolo della moltiplicazione dei libri e dei pesci, grande parabola non televisiva che dimostra come un libro non contenga mai solo quel libro e possa diventare anche cibo per la mente, fosforo, guizzo, inchiostro che va via per portarti via e non per lasciarti li…

Oh giovane bibliotecario/a dacci oggi il nostro libro quotidiano,(magari possiamo non leggere il quotidiano), ma il libro prestacelo, daccelo, passacelo, come un contagio inverso, una specie di anti lebbra, un "libbro"…..

Ammalateci senza ritorno guai a guarirci, assediateci insediateci ammagliateci, circondateci, voi che siete come fate, fate si di non dirci mai di no, perché un libro non si nega a nessuno, e allora alziamo i volumi facciamo sentire il rumore delle prefazioni, con sprezzo del prezzo, anche se un libro non si può mai considerare scontato nella sua essenza (forse solo nella sua assenza)…

Una pagina al giorno toglie l'editore di torno! Chi si ferma non e' perduto, ma forse sta solo sbirciando tra i capitoli, ma non sta per nulla capitolando, anzi sta vincendo la paura di non saper leggere e sfatando la scritta muraria più vecchia e più stupida dai tempi dei tempi “Asino chi legge!” “Dura lex sed lex”; e cioè è duro leggere se si legge per legge.
Narrare umanum est perseverare idem, rilegare necessitat, vendere et noleggiare potest
ubi semper …

Inventiamoci la “pagina Banca” un istituto di credito della fantasia che da la possibilità di scrivere e leggere anche se apparentemente non sembrano essercene i mezzi, un enorme legg'io su cui poggiare le proprie potenzialità di lettore o scrittore, mettiamoci la faccia ,facciamolo come fosse una specie di investimento culturale sociale tribale irreale Montale che sia anche un po' esia.
E chi e' senza libro scagli la prima pietra!


Liberamente e libramente sempre vostro

Alessandro Bergonzoni

= = = = = = = = = = = = = = = = = = = = > (Altri autori, altri brani!)



Bologna Pride!




www.bolognapride.it/categories/press/



ELEZIONI post-pasquali 2008

Clicca per giocare al Politometro

Io sono risultata essere QUI.

Chissà poi, perchè il coniglio di sinistra è più sfigato...

 

di Staino 

Expo 2015 - (corollario illustrato)



AIDS



Pearl fishers
In azure seas
Deep waters
Washing the isle of the dead
In coral harbours
Amphora

Spill

Gold
Across the still seabed
We lie there
Fanned by the billowing
Sails of forgotten ships
Tossed by the mournful winds
Of the deep


Lost Boys
Sleep forever
In a dear embrace
Salt lips touching
In submarine gardens
Cool marble fingers
Touch an antique smile
Shell sounds
Whisper
Deep love drifting on the tide forever
The smell of him
Dead good looking
In beauty.s summer
His blue jeans
Around his ankles
Bliss in my ghostly eye
Kiss me
On the lips
On the eyes


Our name will be forgotten
In time
No one will remember our work
Our life will pass like the traces of a cloud
And be scattered like
Mist that is chased by the
Rays of the sun
For our time is the passing of a shadow
And our lives will run like
Sparks through the stubble

I place a delphinium, Blue, upon your grave.



Pericolosissimi!



Altri 100 anni come questo giorno?

- pizza + piazza

8 marzo 1908 - 8 marzo 2008



Lezioni di vita

"A Boy Named Sue"

My daddy left home when I was three
And he didn't leave much to ma and me
Just this old guitar and an empty bottle of booze.
Now, I don't blame him cause he run and hid
But the meanest thing that he ever did
Was before he left, he went and named me "Sue."

Well, he must o' thought that is quite a joke
And it got a lot of laughs from a' lots of folk,
It seems I had to fight my whole life through.
Some gal would giggle and I'd get red
And some guy'd laugh and I'd bust his head,
I tell ya, life ain't easy for a boy named "Sue."

Well, I grew up quick and I grew up mean,
My fist got hard and my wits got keen,
I'd roam from town to town to hide my shame.
But I made a vow to the moon and stars
That I'd search the honky-tonks and bars
And kill that man who gave me that awful name.

Well, it was Gatlinburg in mid-July
And I just hit town and my throat was dry,
I thought I'd stop and have myself a brew.
At an old saloon on a street of mud,
There at a table, dealing stud,
Sat the dirty, mangy dog that named me "Sue."

Well, I knew that snake was my own sweet dad
From a worn-out picture that my mother'd had,
And I knew that scar on his cheek and his evil eye.
He was big and bent and gray and old,
And I looked at him and my blood ran cold
And I said: "My name is 'Sue!' How do you do!
Now your gonna die!!"

Well, I hit him hard right between the eyes
And he went down, but to my surprise,
He come up with a knife and cut off a piece of my ear.
But I busted a chair right across his teeth
And we crashed through the wall and into the street
Kicking and a' gouging in the mud and the blood and the beer.

I tell ya, I've fought tougher men
But I really can't remember when,
He kicked like a mule and he bit like a crocodile.
I heard him laugh and then I heard him cuss,
He went for his gun and I pulled mine first,
He stood there lookin' at me and I saw him smile.

And he said: "Son, this world is rough
And if a man's gonna make it, he's gotta be tough
And I knew I wouldn't be there to help ya along.
So I give ya that name and I said goodbye
I knew you'd have to get tough or die
And it's the name that helped to make you strong."

He said: "Now you just fought one hell of a fight
And I know you hate me, and you got the right
To kill me now, and I wouldn't blame you if you do.
But ya ought to thank me, before I die,
For the gravel in ya guts and the spit in ya eye
Cause I'm the son-of-a-bitch that named you "Sue.'"

I got all choked up and I threw down my gun
And I called him my pa, and he called me his son,
And I came away with a different point of view.
And I think about him, now and then,
Every time I try and every time I win,
And if I ever have a son, I think I'm gonna name him
Bill or George! Anything but Sue! I still hate that name!

(Johnny Cash)

 



Petizione: LIBERADONNA

dal sito dell' UDI - Unione Donne in Italia

LIBERADONNA
(petizione creata da MicroMega)

PRIME FIRMATARIE: Simona Argentieri, Natalia Aspesi, Adriana Cavarero, Isabella Ferrari, Sabina Guzzanti, Margherita Hack, Fiorella Mannoia, Dacia Maraini, Alda Merini, Valeria Parrella, Lidia Ravera, Elisabetta Visalberghi

Caro Veltroni, caro Bertinotti, cari dirigenti del centro-sinistra tutti,
ora basta!
L'offensiva clericale contro le donne – spesso vera e propria crociata bigotta - ha raggiunto livelli intollerabili. Ma egualmente intollerabile appare la mancanza di reazione dello schieramento politico di centro-sinistra, che troppo spesso è addirittura condiscendenza.
Con l'oscena proposta di moratoria dell'aborto, che tratta le donne da assassine e boia, e la recente ingiunzione a rianimare i feti ultraprematuri anche contro la volontà della madre (malgrado la quasi certezza di menomazioni gravissime), i corpi delle donne sono tornati ad essere “cose”, terreno di scontro per il fanatismo religioso, oggetti sui quali esercitare potere.
Lo scorso 24 novembre centomila donne – completamente autorganizzate – hanno riempito le strade di Roma per denunciare la violenza sulle donne di una cultura patriarcale dura a morire. Queste aggressioni clericali e bigotte sono le ultime e più subdole forme della stessa violenza, mascherate dietro l’arroganza ipocrita di “difendere la vita”. Perciò non basta più, cari dirigenti del centro-sinistra, limitarsi a dire che la legge 194 non si tocca: essa è già nei fatti messa in discussione. Pretendiamo da voi una presa di posizione chiara e inequivocabile, che condanni senza mezzi termini tutti i tentativi – da qualunque pulpito provengano – di mettere a rischio l'autodeterminazione delle donne, faticosamente conquistata: il nostro diritto a dire la prima e l’ultima parola sul nostro corpo e sulle nostre gravidanze.
Esigiamo perciò che i vostri programmi (per essere anche nostri) siano espliciti: se di una revisione ha bisogno la 194 è quella di eliminare l'obiezione di coscienza, che sempre più spesso impedisce nei fatti di esercitare il nostro diritto; va resa immediatamente disponibile in tutta Italia la pillola abortiva (RU 486), perché a un dramma non debba aggiungersi una ormai evitabile sofferenza; va reso semplice e veloce l'accesso alla pillola del giorno dopo, insieme a serie campagne di contraccezione fin dalle scuole medie; va introdotto l'insegnamento dell'educazione sessuale fin dalle elementari; vanno realizzati programmi culturali e sociali di sostegno alle donne immigrate, e rafforzate le norme e i servizi a tutela della maternità (nel quadro di una politica capace di sradicare la piaga della precarietà del lavoro).
Questi sono per noi valori non negoziabili, sui quali non siamo più disposte a compromessi.

Per sottoscrivere la lettera-appello: www.firmiamo.it/liberadonna



Proud to be Gryffindor!!!

Oggi ho fatto un simpatico test ed è risultato che se andassi ad Hogwarts sarei in Gryffindor!!!
Scusate se è poco!!!


i'm in gryffindor!

Congratulations on making Gryffindor!

Basically, you're brave, daring, chivalrous, and pretty much.. an all around good person. Of course, some see you as a goodie-two-shoes. But hey, it's true! You're really good at winning, and normally always come out as the hero. Everybody likes you.. except, maybe, the Slytherins. You're too perfect. No, really.. You're too perfect. It's annoying to watch you win, repeatedly. Oh well. Be proud anyway.


Gryffindors to Remember:

Harry Potter

Ron Weasley

The whole Weasley family

Hermione Granger

Albus Dumbledore


be sorted @ nimbo.net

i'm in gryffindor!



ancora un saluto



Rocco Marzo, la quinta vittima dell'incendio alla ThyessenKrupp



Rosario Rodinò, la sesta vittima dell'incendio alla ThyssenKrupp



Giuseppe Demasi, la settima vittima dell'incendio alla ThyssenKrupp



zero!!!



un saluto...



religioni

Gillian Gibbons, un' insegnante di scuola elementare inglese che lavora in Sudan, è stata condannata a 15 giorni di prigione per aver permesso ai suoi alunni di chiamare un orsetto di pelouche, che doveva essere usato per spiegare  ai bimbi le abitudini degli orsi,  mohammed.
Dopo il processo pare sia stata trasferita in una località segreta per evitare che la folla inferocita la linciasse.
Questo è l'islam.
E tutte le lettere al papa che tutti i leader religiosi islamici potranno scrivere chiedendo il dialogo non cambieranno un bel niente.
Noi diamo permessi per costruire moschee in europa, loro mandano in prigione la gente a causa di un giocattolo oppure censurano Winnie The Pooh perchè uno dei protagonisti   delle sue avventure è un maiale.
Sarà equo così...
D'altra parte la chiesa cattolica ci ha abituati  bene, con le sue cure pastorali e i suoi dictat.
Philip Pullman nel suo blog scrive:


'Some of the articles and talks I've written are to do with the subject of religion, which I think is a very interesting one. The religious impulse – which includes the sense of awe and mystery we feel when we look at the universe, the urge to find a meaning and a purpose in our lives, our sense of moral kinship with other human beings – is part of being human, and I value it. I'd be a damn fool not to.

But organised religion is quite another thing. The trouble is that all too often in human history, churches and priesthoods have set themselves up to rule people's lives in the name of some invisible god (and they're all invisible, because they don't exist) – and done terrible damage. In the name of their god, they have burned, hanged, tortured, maimed, robbed, violated, and enslaved millions of their fellow-creatures, and done so with the happy conviction that they were doing the will of God, and they would go to Heaven for it.

That is the religion I hate, and I'm happy to be known as its enemy.'


('Alcuni degli articoli e dei discorsi che ho scritto riguardano l' argomento religioso, che penso sia molto interessante.
L'impulso religioso, che include il senso di reverenza e mistero che proviamo quando contempliamo l'universo,  il bisogno di trovare un significato e un o scopo nelle nostre vite, il nostro senso di vicinanza morale con gli altri esseri umani, è parte dell'essere umani, e gli attribuisco un valore. Sarei un dannato sciocco a non farlo.
Ma la religione organizzata è decisamente un'altra cosa. Il problema è che troppo spesso nella storia dell'umanità, le chiese e il clero si sono arrogati il diritto di controllare la vita delle persone nel nome di un qualche dio invisibile (e sono tutti invisibili, perchè non esistono), e hanno fatto un terribile danno. Nel nome del loro dio, hanno bruciato, impiccato, torturato, menomato, derubato, violato e reso schiavi milioni di loro simili, e lo hanno fatto con la felice convinzione che stavano facendo la volontà di Dio, e che sarebbero andati in Paradiso per questo.
Questa è la religione che odio, e sono felice di essere conosciuto come  suo nemico.')



Abisso Italia

ovvero come smantellare, in un amen, una società di pubblica utilità, gestore di strumenti di finanza agevolata, essenziali per la nascita e la sopravvivenza delle piccole e medie imprese, depauperandola, a fronte di interventi necessari per sfrondarla dal peso di inutili attività (ok, legittimo!), d'ogni acclarato valore, certificato da bilanci, numeri, storie, persone vere, in carne e ossa, testimoni e portatori di benefici reali, di posti di lavoro cuciti addosso.

che cazzo questa Italietta, lo strabismo interventistico della sua politica che non ammette misure moderate.

un'altra Cassa del Mezzogiorno, ma dal background diverso, un'altra Caporetto...

questa è oggi Sviluppo Italia.

questo è l'affresco di una delle sue risorse, impegnata quotidianamente, nella promozione, nell'assistenza, nell'attuazione di contenitori, divenuti, improvvisamente, privi di contenuto,

borraccia essiccata dal fuoco dispotico del deserto.

Abisso Italia

 

 

 

Abbiamo guardato ai numeri

come ad un archetipo elementare

di derivazione presocratica

scorgendovi,  al pari di acqua, aria,

fuoco, terra, la pacifica neutralità

della materia, l’anello universale

abile a comporsi, legarsi, essere collante

ed unicum, alfa e omega, sangue e carne,

creta nelle mani e noi frenetici demiurghi

accesi dalla brama d’un economia animistica

in cui i numeri avessero una grafia umana,

una semantica sgargiante di sogni e di speranze

riconducibile a mille e passa paia di pupille,

cervelli, cuori, viscere, intenzioni prossime

a diventare effetto, equazioni d’altri numeri.

 

Abbiamo raccolto i numeri come grumi amorfi,

li abbiamo lavorati con pazienza certosina,

con sapienza ne abbiamo ricavato chicchi

dalla forma razionale; ( sembravano dolcissimi!)

li abbiamo forgiati come duttili, aggettivi

che allagano l’inchiostro del poeta:

numeri popolari, intellegibili alle masse,

seducenti come glutei sodi o decolté procaci

accessibili anche ai brutti (tze!),

golosi come grassa marmellata

per farcire gli appetiti di gloria

dei giovani affamati,

salvifici ed elastici, come ancore e trampolini

utili a rilanciare le opportunità

di quelli un po’ meno giovani,

ché pure fame c’hanno;

li abbiamo resi belli, questi numeri,

li abbiamo fissati sulla carta, sui monitor,

li abbiamo imbottiti nelle bocche

come altoparlanti armonici li abbiamo

sguinzagliati perché si fissassero nelle teste,

perché le agitassero di nuovo;

li abbiamo resi belli, questi numeri,

come uomini e donne,

come impiegati e utenti.

 

Abbiamo seguitato a plasmare i numeri,

finché altre mani, altro tatto, sono intervenute

a redarguirci, ad invocare un labor limae,

ché il povero Orazio ci resterebbe nuovamente 

secco, una cura dimagrante di tipo etiopico

da propinare, con categorica metodica, alle pance

vuote in attesa di razione, ai numeri nutrienti,

divenuti un lusso ignominioso, un’eccedenza

da cassare, nell’ora livida in cui stringere la cinta.

 

 

La forma dei numeri si è fatta stretta, snodata,

viscida, assomiglia ad un rettile vorace,

sgusciato dalla tana flautata del padrone,

ci soffia contro, borioso, con acredine gelata.

 

È una ribellione atona quella dei numeri

che vacilla nelle orbite spaurite, sbianchite

di logica, sconnesse dallo strabico nitore

d’un risultato anemico e nemico,

l’inatteso guasto d’un sistema collaudato

che, senza vaticini aruspici, senza diagnosi

flessibili, si scopre labile, inerte,

nella sua scarna nudità malata,

con le pupille afasiche, incapaci

d’inseguire il claudicante baluginio

d’una possibile, platonica, ultima ratio.

 

È una ribellione lapidaria quella dei numeri

che riverbera sinistra sul presente asfittico,

seppia avvizzita sul bagnasciuga molle,

spolpata dalla ferocia d’un sole

privo di memoria, di coscienza e conoscenza.

 

Assistiamo vitrei,

intrappolati in teche deformanti,

noi stessi vetro deformato.

 

Siamo un vaso di Pandora

affollato di silenzi e di fantasmi,

di ansie e di rimpianti.

 

Siamo il riflesso autoptico

di questo macello,

dell’abisso allucinato

d’un paese vecchio,

l’Italia

in libera caduta.

 

 

 

 



Darwin day - tutto esaurito

24 novembre 1859 On the Origin of Species by Means of Natural Selection del naturalista inglese Charles Darwin  viene pubblicato per la prima volta, la prima ristampa viene esaurita in un solo giorno.



NO LEONE A COLAZIONE

Lo so che al mondo ci sono cose più importanti di una radio... Lo so che i problemi veri non riguardano il cambio del dj che ti tiene compagnia alla mattina...
Ma so anche che quando trovi qualcuno che ti fa ridere di gusto (ma che riesce anche a farti commuovere quando è ora), quando trovi qualcuno che ti mette di buonumore e che ti fa iniziare la giornata con lo spirito giusto, anche questa piccola 'ingiustizia' ti sembra grande...
La logica del profitto e degli ascolti, della fretta e del produrre-consumare-produrre mi sta veramente snervando...
La qualità, la bellezza, il fare le cose lentamente ma con passione, il godersi le cose che si hanno ci rendono uomini e non semplici 'consumatori'.

Lo so è una piccola cosa, ma a volte è cominciando a protestare per le piccole cose che si trova il coraggio per affrontare quelle grandi.

Quindi tutti insieme: NO LEONE A COLAZIONE!


P.S. per i non ascoltatori di radio 105: Ogni mattina, a colazione, su radio 105, c'è un bellissimo programma radiofonico: Tutto Esaurito.
Le colonne portanti del  programma sono: il capitano (Marco Galli), Pizza e dj Giuseppe  (alias  Bifidus, un animaletto del malaugurio il cui tipico verso suona più o meno così 'fan-gu! fan-gu!').
Ora, pare che in modo del tutto arbitrario, si voglia sostituire dj Giuseppe con niente meno che leone di lernia...
Da qui la nascita di un movimento di protesta il cui grido di battaglia è: 'No leone a colazione!'.
Venerdì mattina il povero dj Giuseppe si è incatenato ad un palo per protesta, pioveva e faceva freddo, bisogna sostenere quest'uomo...



Giornata della memoria Transgender

--- Questo blog aderisce al TRANSGENDER DAY OF REMEMBRANCE ---

20 Novembre 2007 - 9a Giornata della Memoria Transgender


Dal COMUNICATO STAMPA del Comitato Organizzatore:

Genova, 19 novembre 2007, ore 18.00

Dal 1990 ad oggi le persone transessuali e transgender nel mondo assassinate per odio o pregiudizio transfobico hanno costantemente superato la media di una al mese. Solo negli ultimi due anni le vittime sono in diminuzione in tutto il mondo con l'eccezione dell'Italia.
Tra i dati censiti l'Italia nell'ultimo quadriennio resiste al secondo posto per numero di vittime assoluto dopo gli Stati Uniti.
Al primo posto se si considera il rapporto omicidi/popolazione in questo ultimo biennio.

Si coglie l'occasione per ricordare che 4 vittime su una popolazione al massimo di 3000 persone in tutta Italia (di cui una parte FtM raramente ammazzata) è in percentuale un numero piuttosto elevato.
Rapportato alla popolazione femminile è come se quest'anno fossero state uccise circa 40 - 80.000 donne per il solo fatto di esserlo, per odio o pregiudizio.

Per questo motivo da 6 anni in Italia (9° edizione nel mondo) il 20 novembre si celebra in molti paesi del mondo il "Giorno della memoria Transgender" (Transgender Day of Remembrance).

In questo giorno vengono organizzate delle veglie in ricordo delle vittime dell'ultimo anno, i siti internet vengono oscurati per lutto e si cerca di sensibilizzare l'opinione pubblica su questo silenzioso massacro.


CANDLE LIGHT & EVENTI:

v      PADOVA:
Martedì 20 novembre - ore 21.00  - c/o Arcigay Tralaltro - Corso Garibaldi 41
(Organizzazione: Arcigay Tralaltro Padova)
Contatti:
info@tralaltro.it

v      TORINO:
Venerdì 23 novembre - ore 21.00 - via S.Giulia 14/c
(Organizzazione Coordinamento Torino Pride - ArtèVision)
Contatti: 011-19710190

v      MILANO:
Martedì 20 novembre - ore 21 - Piazza dei mercanti - Candle Light all'aperto
(organizzazione: Coordinamento Tdor Italia)
Contatti:
milena_arge@yahoo.it

v      GENOVA
Martedì 20 novembre - ore 21.30 - Teatro degli Zingari - Via Mura degli Zingari
(organizzazione: Coordinamento Tdor Italia - Crisalide AzioneTrans,
Liguria - Comunità San Benedetto al Porto - Genova)
Contatti: 320-8748419 -
tdoritalia@email.it

v      BOLOGNA
Martedì 27 novembre - ore 20.00 - c/o Cinema Lumiere - Via Azzogardino
  -con presentazione del film "Gisberta"
(Organizzazione: MIT Italia)
Contatti:
mit-bo@iperbole.it - tel: 051.271666


Il Transgender "Day Of Remembrance" è un evento organizzato a livello internazionale da: http://www.gender.org/remember/day

Tutte le info in Italiano ospitate su: http://www.crisalide-azionetrans.it/dor2007.html



Anobii

Scusate la latitanza, sono stat inghiottita da questo sito...
E' una vera miniera per bibliofili ossessivo/compulsivi!

 



La strada

Bastano una decina di pagine per comprendere d'avere l'inattesa fortuna che stai leggendo un classico,

e non un semplice libro, nè il best seller patinato del momento,

ma una pietra miliare della narrativa.

La strada è un romanzo nucleare, una storia permeata su d'un processo di scarnificazione della realtà.

Una realtà asciutta come l'assenza di colori, tagliente come l'eco ininterrotto del gelo che ti penetra, parola dopo parola, sulfurea come l'abbondanza di cenere, di detriti d'orrore, divenuti presente.

Una storia di sottrazioni indicibili che sommate determinano un'enorme ricchezza: il fuoco.

Il fuoco, portato dai protagonisti, il fuoco che un padre insegna al figlio, il fuoco che si trova....

La strada, di Cormac Mc Carthy è un romanzo da leggere, da farsi penetrare nel profondo.

La strada

La strada è un epitaffio nodoso,

un tappeto essiccato di serpenti

inoffensivi che si srotola contorta

nell’incedere incessante

della cenere crepata,

la strada sfrangiata, sfaldata,

sfiancata, sfinita d’ogni segno

di senso, d’ogni contorno di colore,

d’ogni sintassi razionale

che giustifichi i nomi estinti

di cose, luoghi, animali, gesti

aggrovigliati come gelidi rovi

all’inutile memoria dei sopravvissuti.

 

La strada è l’abisso partorito dal baratro,

l’incubo oltre la sagacia fantastica

dei romanzieri, dei profeti invasati,

delle proiezioni catastrofiche , buone

per farcire i giornali di lugubre appeal.

 

La strada è l’unica strada per non morire.

 

Portare il fuoco, il colore

oltre la pelle aguzza,

segnata, portare il segnale

oltre il grigio, oltre il freddo,

portare il fuoco, trovare i buoni,

segnare di nuovo i giorni,

portare il fuoco,

la Vita, di nuovo,

alla strada.

2vù76



Settimana dura...

Dopo il dente del giudizio che sta cercando di mandarmi dei messaggi subliminali, ovviamente tardivi e non richiesti.
Dopo tutte le porcherie, le insensatezze, le soluzioni tardive, gli scambi di insulti che il nostro bel paese, e la nostra bella classe politica (con poche eccezioni) ci hanno propinato.
E' bello sapere che c'è ancora qualcuno che cerca di migliorare il mondo...





Il canto delle balene...

La mia amica stringbeanjean mi ha scritto oggi riferendomi questa notizia:

                          ---------------------------------------------------------------
           Un
disegno di legge licenziato dal Cdm lascia intravedere l'obbligo di iscrizione

               al registro per chi ha attività editoriali, forse anche per chi ha un blog o un sito
                            Il governo riforma l'editoria
                     
Burocrazia sul web? Allarme in rete
           Aumenterebbero quindi anche per i "piccoli" su internet spese e sanzioni penali
               Il sottosegretario Levi: "Non è questo lo spirito, deciderà l'Autorità".
                                                                        di ALDO FONTANAROSA - da La Repubblica
                          ---------------------------------------------------------------

Siccome è una notizia che riguarda anche i blog, Le rispondo proprio QUI.
E, siccome oggi è venerdì, e sono di buon umore, nonché ottimista, Ti dico di stare tranquilla, mia cara piccola amica. A mio parere non se ne farà assolutamente nulla (speriamo...).

Nel frattempo,
ascoltiamoci il canto delle balene,
perché è un qualcosa di incantevole:

Il canto delle balene

Nevvero?

S.



E i poveri birmani...

A proposito della situazione in Birmania, sulla quale il mondo ha steso un imbarazzante velo di silenzio, ho trovato un blog interessante scritto da un inviato del Times.

http://timesonline.typepad.com/times_tokyo_weblog/

C'è un buco nero tra il 25 settembre e il 5 ottobre, il blog riapre così...

The ogre

The Ogre does what ogres can,

Deeds quite impossible for Man.

But one prize is beyond his reach,

The Ogre cannot master speech:

About a subjugated plain,

Among its desperate and slain,

The Ogre stalks with hands on hips,

While drivel gushes from his lips.

W.H Auden, August 1968

("L'Orco fa quello che può fare un orco, / imprese affatto impossibili per l'Uomo, / Ma c'è una preda al di là del suo dono, / L'Orco non può appropriarsi il Discorso: / Attorno a una pianura soggiogata, / In mezzo a gente uccisa e disperata, / L' Orco cammina e sventaglia il suo brando, / Tronfio e impettito, ma sproloquio sbavando".

W. H. Auden, Città senza mura, traduzione di Aurora Ciliberti, Milano, A.Mondadori, 1981; alle pagg. 188/189)

P.S: Dimenticavo, l'orco è questo...

thanshwe1




E adesso trasferiteci tutti...

Questa settimana è stata rinviata al 17 dicembre la decisione sul caso De Magistris.
C'è quindi ancora tempo, per chi lo volesse fare, di firmare la petizione per chiedere che non venga trasferito.
Il Link è qui, sotto, comodo, comodo...

Buona domenica a tutti!


petizione on line


 Appello per la Giustizia - Per De Magistris







Piatto del giorno:


Borley Rectory Club

BORLEY RECTORY CLUB
una storia realizzata
da:
CortiAnimati


Amici al bancone:


alifranca
CortiSketch
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Il mondo è andato avanti
larosainpiu
scorpiorising
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